CONTATTI
CALENDARIO
INCOMING
IDEE VACANZA
GUIDA PRATICA
SALENTO DA SCOPRIRE
OLTRE IL SALENTO
|
IL FASCINO INEGUAGLIABILE DEI TEATRI STORICI
di ERALDO MARTUCCI
E’ approdata a Lecce la mostra "Su i Sipari. I teatri pugliesi fra '800 e ‘9OO". Ed è arrivata, non certo casualmente, durante la 40esima stagione lirica della Provincia di Lecce, amministrazione che ha collaborato assieme ai Comuni di Bari e San Severo alla realizzazione di questo evento itinerante organizzato dall'associazione Comunic' Arteventi di Bari. La mostra, realizzata col sostegno di Vodafone, è accompagnata da un catalogo pubblicato da Mario Adda Editore a cura di Michela Tocci. Tra i contributi del catalogo c'è anche quello di Dinko Fabris, musicologo e docente presso l'università del Salento e direttore del centro Ricerche musicali "Casa "Piccinni" di Bari. Oggi alle 18, sempre presso il museo "Castromediano", Fabris parlerà del suo intervento, ovvero “Musica e musicisti nei Teatri di Puglia". Sono infatti numerosi i musicisti pugliesi cui numerosi teatri sono intitolati come Paisiello, Piccinni, Traetta, van Westerhout, sono esposti spartiti, cimeli, ritratti. Locandine, programmi, foto, costumi di scena illustrano l'attività dei teatri pugliesi, in cui si sono esibiti grandi personaggi da Schipa a Gigli e Rubinstein. Il risvolto "mondano" del teatro, invece, è documentato da abiti da sera, accessori, libretti d’opera, foto. Nella storia dei teatri pugliesi c'è ovviamente anche quella del Paisiello, del Politeama Greco e dell'Apollo di Lecce, emblemi di una terra che ha sempre privilegiato nel corso dei secoli gli spazi teatrali. Non a caso De Simone scriveva che "i leccesi sono stati sempre amanti delle rappresentazioni teatrali e specialmente delle opere". E fu proprio un'opera, "Le gelosie" i Niccolò Piccinni, ad inaugurare il 4 novembre 1759 il Teatro Nuovo, posto l'angolo fra via Idomeneo e via Pamieri. Ma era piccolo per contenere il numero sempre crescente degli spettatori, e venne perciò ampliato e chiamato Teatro S. Giusto in onore del Santo la cui casa era addossata a quei locali. In quella sala furono rappresentate tutte le opere del vecchio e nuovo repertorio, come "Lucrezia Borgia" di Donizetti, "Rigoletto" e "Traviata" di Verdi. Nel 1867 fu acquistato dal Comune, che decise di ricostruirlo in pietra. Sorse così l'attuale teatro, intitolato al grande compositore tarantino, Giovanni Paisiello che venne inaugurato nel dicembre 1870 con "Il ballo in maschera" di Verdi.Ma ancora una volta lo Spazio si rivelò ridotto, così il costruttore Donato Greco realizzò un nuovo teatro, il "Politeama principe di Napoli", che fu inaugurato il 15 novembre 1884 con "Aida". Quello che sarebbe stato poi nominato Politeama Greco divenne, dopo il san carlo di napoli, il secondo teatro del meridione. Lì cantò anche Tito Schipa, per la prima volta nel 1910, e per l'ultima sua opera completa interpretata a Lecce, "L'elisir d'amore", nell'ottobre 1954. Ma Schipa non ha solo fatto ascoltare al publbico salentino la sua ineguagliata arte canora. ."Regalò" anche una stagione lirica memorabile nella primavera del 1926, finanziando pure la ristrutturazione del teatro con la creazione, tra l'altro, del golfo mistico per l'orchestra e con la sostituzione delle vecchie poltrone con altre più moderne e funzionali. Con la sua direzione artistica in quell'anno i leccesi sentirono "Lucia di Lammermoor" ed "II barbiere di Siviglia", interpretate dallo stesso Schipa, ed un'opera inedita come "L'amore dei tre" di Italo Montemezzi. Negli anni della seconda guerra mondiale, ed in quelli immediatamente successivi, il melodramma vive un decennio memorabile grazie all'Apollo, il terzo teatro nato a Lecce nel 1912, sul cui palcoscenico salirono i più grandi nomi della lirica mondiale, dal pugliese Enzo De Muro Lomanto a Beniamino Gigli, da Ferruiccio Tagliavini a Tito Gobbi, da Gino Bechi a Giuseppe Taddei, da Mario Filippeschi a Giacomo Lauri Volpi. Negli anni'50 inizia l'età di Carlo Vitale, barese ma salentino d'adozione. Nel predisporre i programmi del Petruzzelli e del Politeama Greco, sulla base di una elaborazione comune protrattasi fino al 1979, Vitale farà nascere quello che fu definito il "ponte" Bari - Lecce. Articolo tratto dal "Nuovo Quotidiano di Puglia" del 27 febbraio 2009
|